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About me

Salvino Campos was born in Brazil, in Quartel Geral (the State of Minas Gerais) in 1970. He began to work professionally there when he moved to Porto Alegre in 1992, where, in 1995, he had his first exhibition.

The same year he moved to Brasilia. In the capital he worked as an assistant in the fields of advertising and fashion, which enabled him to mature professionally and to experiment with different working methods, with, for example, the use of light and large scale reproduction.
Studied at the ICP (International Center of Photography) in New York.

Cartier Bresson’s statement that “taking photographs is a means of understanding” is relevant for Campos, who is continually seeking a synthesis between art and anthropology.
This is the source of his personal and original artistic journey and gives him the flexibility to deal with different subjects and different styles: from his studies of faces, bodies and also landscape, where he reveals its symbolic aspects. The taking of a photograph thus becomes a question of surroundings, of spaces and of their evocative power.

The personal reflections of Campos are those of someone working in the tradition of post- modernism, especially where man and his traditions in a globalized world are concerned. In this new dimension, the ethic which Campos makes his own accentuates his personal style and reveals his social and humanist commitment. He lives and works in Naples and in Rio de Janeiro.

Nasce in Brasile nel 1970 a Quartel Geral, nello stato di Minas Gerais, dove inizia l’attività professionale nel 1992, anno in cui si trasferisce a Porto Alegre e dove, nel 1995, espone per la prima volta.
Nello stesso anno si trasferisce a Brasilia. Lavora come assistente nel campo della pubblicità e della moda maturando e acquisendo la possibilità di sperimentare e adottare particolari modalità di lavoro, quali lo studio della luce e l’utilizzo dei grandi formati.
A New York studia presso l’ ICP ( centro internazionale della fotografia).

Secondo la citata affermazione di Henri Cartier-Bresson, che la fotografia è “un modo per comprendere”, Campos è alla continua ricerca di una sintesi espressiva tra arte ed antropologia, dando vita ad un percorso originale secondo una struttura flessibile che si presta ad affrontare temi e linguaggi diversi: dallo studio di volti e corpi, fino al paesaggio affrontato nella sua valenza simbolica, per cui la ripresa fotografica diventa soprattutto una questione di ambienti, spazi ed evocazioni.

La sua personale riflessione si inserisce in ambito postmoderno, in particolar modo per ciò che concerne il rapporto dell’uomo e delle sue tradizioni in un loro mondo globalizzato. In questa nuova dimensione, Campos assume un’etica che accentua la propria cifra stilistica attraverso la definizione di un impegno sociale e umanistico. Vive e lavora fra Napoli e Rio de Janeiro.